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SUN SCREEN: LA PROTEZIONE NON È QUESTIONE DI CHIMICA

La voglia di sole e il desiderio di vacanza sono alle porte, il pensiero è proiettato ai mesi estivi e, per questo, è bene preparare la pelle a ricevere tutto il buono dei raggi solari.
Il sole è energia e vita, la sua luce provoca un aumento della libido e stimola il cervello ad incrementare la produzione della serotonina, un neurotrasmettitore responsabile della sensazione di felicità e benessere.
Inoltre previene l’osteoporosi, ha un’azione battericida e fungicida e influisce positivamente nel trattamento di malattie cutanee (psoriasi, dermatiti, eczemi e vitiligine).

Tuttavia, come per la maggior parte dei processi biologici, c’è un equilibrio da rispettare. Un’eccessiva o errata esposizione al sole provoca danni alla pelle tra cui scottature, reazioni fotoallergiche e fototossiche, iperpigmentazione, accelerazione dell’invecchiamento cutaneo, oltre ad aumentare il rischio di comparsa di tumori della pelle.

Bilanciare rischi e benefici derivanti dal sole è possibile, seguendo una serie di accorgimenti guidati da tre regole fondamentali:

  1. NON AVERE FRETTA: l’organismo deve avere il tempo necessario per produrre la melanina.
  2. FARE LA SCELTA GIUSTA: acquista una crema solare adeguata al tuo fototipo e con una formulazione sicura per la pelle.
  3. SCEGLIERE FILTRI FISICI: è cambiata la cultura della protezione.

Filtri fisici o chimici?
Un solare può essere formulato con filtri fisici o chimici. I primi sono ingredienti che, grazie alla loro opacità, oppongono un vero e proprio schermo alle radiazioni UV attraverso processi di riflessione e di diffusione delle radiazioni nocive. Per loro natura possiedono un profilo tossicologico più sicuro, ovvero sono potenzialmente meno allergizzanti e garantiscono al tempo stesso un ottimo livello di efficacia protettiva.
I secondi, invece, sono molecole in grado di assorbire in modo selettivo le radiazioni UV (A e B), assimilando dunque energia che verrà poi rilasciata sotto forma di calore o fluorescenza. Il loro utilizzo può dar luogo più frequentemente a fenomeni di sensibilizzazione o fotosensibilizzazione.

Anche il pianeta preferisce i filtri fisici!
Studi scientifici dimostrano che alcuni tra i filtri chimici più utilizzati danneggiano il DNA dei coralli,
impedendone il normale sviluppo. Molti enti governativi stanno correndo ai ripari: il 1° gennaio 2020 è
entrato in vigore nella Repubblica di Palau, in Micronesia, un bando relativo alla vendita e all’utilizzo
di solari contenenti alcune sostanze (filtri chimici, parabeni e conservanti) ritenute pericolose per
l’ecosistema marino e, in particolare, per i coralli. A partire dal 2021 non sarà più possibile portare alle
Hawaii e in alcune isole caraibiche le creme solari con filtri chimici.

“Dobbiamo vivere nel rispetto dell’ambiente, perché questo è la culla della nostra stessa esistenza: non sopravvivremmo altrimenti” – ha dichiarato il presidente della Repubblica di Palau, Tommy Remengesau.

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